Linkedin UGC tra Employer Branding ed Employee Advocacy

LINKEDIN USER GENERATED CONTENT
LINKEDIN USER GENERATED CONTENT

I dipendenti utilizzano i Social e tra questi Linkedin, generando contenuti che riguardano la loro professione e lavoro.

Chiariamo i vantaggi e i rischi della UGC, User Generated Content quando a generare i contenuti su Linkedin sono i dipendenti, come utilizzare al  meglio Linkedin e trasformare un rischio in opportunità grazie all’Employee Advocacy quale strumento per l’Employer Branding.

User Generated Content – UGC – di cosa si tratta?

La User Generated Content consiste nella generazione di contenuti da parte degli utenti del web, indicativamente se ne inizia a parlare nel 2005 attraverso l’acronimo UGC e rappresentano una vera rivoluzione nella comunicazione via Internet.

Nel 1999, all’alba del Web, il Clutrain Manifesto dichiarò che “I mercati sono conversazioni” e che “Quando abbiamo domande, ci cerchiamo l’un l’altro per le risposte”.

Quanto dichiarato nel Clutrain Manifesto oggi costituisce la nostra quotidianità, realtà e concreto spostamento della produzione di contenuti nel web da parte di utenti che non producono “di mestiere” testi, foto o video per siti oppure non gestiscono account social aziendali, ma semplicemente diventano tramite della comunicazione attraverso contenuti di loro produzione in cui citano la propria esperienza ma anche aziende e prodotti.

Gli UGC sono contenuti pubblici, scritti o divulgati dagli utenti nel Web, come tali altri utenti li leggono nel momento in cui si documentano, cercano informazioni o si imbattono casualmente in essi.


I contenuti su Linkedin

I contenuti che i tuoi dipendenti pubblicano su Linkedin possono dare visibilità alla tua azienda laddove il dipendente abbia indicato la pagina aziendale nella sua esperienza di lavoro attuale, ricorda a tal proposito che il logo dell’azienda presso cui il dipendente lavora è tra le primissime informazioni visibili nel profilo Linkedin, così come il nome dell’azienda e la mansione assegnata.

Il dipendente che pubblica contenuti di interesse per i tuoi clienti, attuali o potenziali, oppure per persone interessate all’azienda come luogo di lavoro, esercita certamente un’attività da cui l’azienda trae un vantaggio.

Viceversa il dipendente che, ad esempio,

  • pubblica contenuti non idonei,
  • interagisce con altri in modo inadeguato,
  • commenta i contenuti della concorrenza,
  • rivela progetti futuri

può rappresentare un rischio per l’immagine aziendale, per il brand e anche per l’attività di Employer Branding che tu intendi svolgere su Linkedin.


Il comportamento degli utenti Linkedin

Chi non pubblica

Molti utenti di Linkedin non pubblicano nulla, si limitano ad inserire le informazioni professionali nel loro profilo e di conseguenza la loro visibilità è molto ridotta.

Quando si chiede la motivazione della mancata pubblicazione di post, articoli o altre tipologie di contenuti la maggior parte di loro dicono

  • di non saper cosa scrivere o
  • di aver il timore di sbagliare pubblicando contenuti non adeguati alla piattaforma
  • di temere che in azienda pensino che utilizzino Linkedin per cercare nuove opportunità di lavoro.

Chi pubblica senza farsi troppi problemi

Altri utenti, invece, non si pongono troppe domande circa l’adeguatezza di quanto scrivono su Linkedin e pubblicano indifferentemente su ogni Social Media i medesimi contenuti.

Questa tipologia di utenti più probabilmente pubblicherà contenuti non adeguati, non professionali e più adatti ad altre piattaforme quali Facebook o Instagram e quindi inadatti a Linkedin.

Chi pubblica senza strategia nè preparazione

Una terza categoria di iscritti a Linkedin pubblica contenuti relativi al settore di appartenenza oppure condivide contenuti della pagina aziendale ma anche questa categoria di volenterosi dotati di buona fede e buone intenzioni potrebbe non conoscere le strategie di Linkedin e agire istintivamente in merito all’adeguatezza dei contenuti commettendo errori causati

  • dall’agire senza idonea preparazione semplicemente imitando altri,
  • dal pubblicare contenuti troppo autoreferenziali o commerciali mal graditi dagli utilizzatori avanzati di Linkedin.

Chi pubblica con competenza

Infine ci sono utenti che pubblicano contenuti adeguati, sono costantemente presenti negli orari e nei giorni migliori, svolgono un’attività di content creation pubblicando contenuti generati da loro stessi oppure si dedicano alla content curation divulgando contenuti di altri.

La sensazione che si riceve nel leggere ciò che pubblicano è di competenza, professionalità, preparazione.


Quando i dipendenti pubblicano contenuti su Linkedin

  • I tuoi dipendenti, collaboratori, sales e manager utilizzano Linkedin per pubblicare contenuti?
  • La tua azienda li invoglia ad utilizzare Linkedin per diffondere contenuti aziendali oppure contenuti propri?
  • Hai timore che i dipendenti possano pubblicare contenuti inadeguati?

Cercherò in questo articolo di spiegare

  • quali sono i vantaggi della pubblicazione dei contenuti da parte di un tuo dipendente,
  • quali i rischi,
  • come evitare danni alla tua azienda,
  • perché la User Generated Content su Linkedin è un potente strumento di Employer Branding

Ci sono diversi modi di utilizzare Linkedin per pubblicare contenuti.

Innanzi tutto occorre distinguere una attività di content curation da una di content creation. 


Content Curation

Si tratta di contenuti non di creazione propria ma relativi al proprio settore oppure a temi di interesse che il dipendente trova su Linkedin oppure nel Web e decide di condividerli sulla piattaforma, in quanto interessanti per lui e per i contatti nel suo network.

Come trovare contenuti rilevanti per Linkedin

Un modo semplice per trovare questi contenuti è quello di settare degli Alert su Google attraverso Google Alert che invia, nei tempi e modi stabiliti dall’utente, gli aggiornamenti via mail relativi a tematiche / keyword di interesse.

Un altro strumento utile per trovare notizie interessanti è Feedly, un feed reader in cui è possibile registrare siti, blog o tematiche di interesse creando una propria rassegna stampa online in modo che ad ogni accesso vengano immediatamente rintracciati articoli utili e pronti da condividere e divulgare tramite i social media.

È possibile pubblicare in un post l’url di un articolo, immediatamente Linkedin ne carica l’immagine di anteprima, cliccando la quale, gli utenti che vedono il post, possono aprire l’articolo originale.

Perché utilizzare la Content Curation?

Un tuo dipendente che con costanza svolge questo genere di attività

  • dimostra di conoscere l’utilizzo professionale di Linkedin,
  • non si limita a condividere i soli post della pagina aziendale,
  • viene percepito come hub (punto di riferimento) nel settore,
  • è costantemente presente ai suoi collegamenti,
  • attira attenzione verso il proprio profilo e di conseguenza verso la pagina dell’azienda.

Tra i suoi collegamenti potrebbero esserci persone interessate a lavorare nella tua azienda, certamente il tuo dipendente dimostrandosi preparato, attento al settore e competente trasmette il messaggio implicito che la tua azienda ha nel proprio organico dipendenti ugualmente preparati e competenti e invoglia altre persone valide a seguire la tua azienda e a farne parte.


Content Creation

Si tratta di contenuti che i tuoi dipendenti direttamente producono, possono essere video, immagini, infografiche e persino articoli pubblicati nell’area di blogging di Linkedin, conosciuta come Pulse o Linkedin Publishing Platform.

Anche questo genere di contenuti concorreranno a diffondere l’idea che nella tua azienda lavorino persone valide e professionalmente preparate.

Ora ti è certamente più chiaro perché la User Generated Content su Linkedin sia un potente strumento di Employer Branding.


Diffusione dei contenuti della pagina aziendale

Ovviamente all’interno di una strategia di Employer Branding occorre inglobare l’interazione dei tuoi dipendenti con i contenuti della Company Page e la diffusione dei contenuti del tuo sito opportunamente introdotti e commentati.

Perché divulgare contenuti aziendali aiuta la comunicazione che mira all’Employer Branding?

Perché un dipendente contento del luogo in cui lavora ne divulga i contenuti, un dipendente scontento non si presta a questo genere di attività.

In tal modo si sviluppa una componente importante dell’Employer Branding nota come Employee Advocacy, letteralmente i dipendenti ricoprono il ruolo di Advocates ossia “sostenitori” attraverso la divulgazione delle informazioni dell’azienda e del prodotto, aumentando così la visibilità e la notorietà del brand.


L’importanza delle interazioni dei dipendenti con la pagina aziendale

A questo proposito ricordo l’importanza delle interazioni sui contenuti pubblicati sulle pagine Linkedin, maggiore è il numero di interazioni e commenti ai post aziendali e maggiormente l’algoritmo premierà questi contenuti aumentando la diffusione sulla piattaforma e quindi le visualizzazioni degli utenti.

Le interazioni dei dipendenti e collaboratori sono quindi fondamentali per divulgare contenuti che senza interazioni resterebbero fermi sulla pagina senza alcuna possibilità di diffusione.

Coinvolgere e formare i propri dipendenti è la sola strada percorribile per le aziende B2B che desiderino utilizzare Linkedin all’interno della propria strategia digitale in ottica Employer Branding utilizzando l’utile strumento dell’Employee Advocacy.


Linkedin Policy, regolamento aziendale indispensabile

Ogni dipendente per quanto munito di ottime intenzioni, nello svolgere attività di Content Creation oppure di Content Curation può commettere degli errori che in maniera più o meno intensa possono arrecare un danno all’immagine aziendale.

Ad esempio un tuo dipendente potrebbe

  • scrivere relativamente ad un progetto o ad una trattativa riservata
  • divulgare informazioni relative ad un prodotto innovativo ancora in fase di studio
  • raccontare retroscena aziendali, cambi al vertice, assunzione di ruoli prima che siano ufficiali
  • interagire con i tuoi concorrenti dando loro visibilità
  • commentare contenuti non pertinenti al proprio ruolo in azienda
  • scrivere in una forma poco corretta
  • utilizzare in modo inappropriato immagini oppure il logo aziendale
  • copiare contenuti senza conoscere il rischio che ciò comporta relativamente alla violazione del Copyright e dei Diritti d’autore

giusto per citare alcuni dei rischi ricorrenti e frequenti.

Per la tutela del brand aziendale è fondamentale creare un regolamento interno ossia una Social Media Policy che definisca entro quali limiti al dipendente, ma anche anche ad un collaboratore esterno, è concesso utilizzare i Social Media senza arrecare danni all’immagine dell’azienda online con gravi ripercussioni sul brand in generale.

Tale documento dovrà tener conto di molti aspetti e variabili, è pertanto consigliato che venga predisposto con la collaborazione delle figure HR, Marketing e Comunicazione presenti in azienda ed è necessario che venga redatto attraverso la consulenza di un legale preparato su tematiche digitali.


Best Practice, le linee guida aziendali al profilo dei dipendenti

Molte aziende realizzano che i dipendenti sono su Linkedin e ne hanno timore, perché se il dipendente da un lato può essere un importante ambassador dell’azienda dall’altro potrebbe commettere passi falsi, anche involontariamente oppure avere un profilo trascurato o peggio non adeguato che non giova al brand.

Posso sembrare di parte, essendo formatrice aziendale su Linkedin, ma la formazione è davvero il solo strumento che l’azienda ha a disposizione per rendere i dipendenti consapevoli dell’importanza del loro profilo Linkedin in un’ottica win-wind dipendente-azienda.

La formazione permette al dipendente di accettare di buon grado le regole delle Social Media Policy e a rispettarle con convizione.

Dopo la formazione aziendale dei dipendenti in relazione al loro utilizzo di Linkedin, consiglio di predisporre un documento con le Best Practice relative al

  • profilo ideale
  • suggerimenti per la creazione del network
  • spunti, idee, suggerimenti per la creazione di contenuti.

Tale documento denominato Linkedin Best Practice sarà la guida al miglior utilizzo del Social per i dipendenti che desiderino avere un profilo in linea e utilizzarlo al meglio, contemporaneamente all’interno è possibile indicare quali risorse, immagini, contenuti i dipendenti possono diffondere in rete e su Linkedin senza alcun rischio per la tua azienda, consigliabile caricarli in una cartella aziendale dedicata a cui tutti potranno accedere.


Contattami

Se sei il titolare di un’azienda, oppure il responsabile risorse umane o il responsabile marketing o della comunicazione aziendale e vorresti

  • conoscere meglio le tematiche dell’Employer Branding,
  • redigere insieme il documento relativo alla Linkedin Policy e Best Practice,
  • preparare insieme un piano dei contenuti aziendali,
  • un’adeguata formazione dei tuoi dipendenti circa la pubblicazione di contenuti interessanti, formalmente corretti e ben ottimizzati che suscitino l’interesse del tuo target su Linkedin

CONTATTAMI possiamo pianificare una formazione ad hoc oppure posso indicarti le date e le città per la formazione in aula più adeguata alle tue esigenze.