Algoritmo Linkedin e content strategy per post di successo

Algoritmo Linkedin content strategy post di successo

Un buon profilo non basta per determinare il tuo successo su Linkedin: occorre anche costruire un buon network e pubblicare contenuti che ne suscitino l’interesse.

Ho già esaminato in un altro articolo del blog l’importanza del network su Linkedin e come costruirlo strategicamente.

In questo articolo ti spiego come una strategia di contenuti su Linkedin debba tenere conto di alcuni elementi fondamentali e di quale peso abbia l’algoritmo Linkedin in una Content Strategy di successo.

Preparati a leggere, ci sono molti elementi da considerare, ma al termine di questo articolo avrai tutti gli strumenti necessari che uniti alla conoscenza dell’algoritmo ti permetteranno di pubblicare post di successo per la tua attività di social selling su Linkedin.

Sommario

Le premesse di un post di successo nel social selling

Una volta compreso che nel Social Selling è fondamentale pubblicare contenuti e attrarre lead attraverso una vera strategia di content marketing, in molti si lanciano a pubblicare post o articoli ma restano presto delusi dalla poca visibilità che hanno nel newsfeed di Linkedin, ossia nella Home dove post e articoli scorrono rapidamente uno dopo l’altro.

La chiave di tutto risiede nella locuzione content marketing, i contenuti con valenza di Marketing seguono delle regole e fanno a loro volta parte di un concetto più ampio di strategia digitale.

Come ogni strategia digitale che si rispetti, anche quella su Linkedin, presuppone

  1. una analisi iniziale,
  2. una pianificazione ed
  3. una analisi dei risultati.

Se pensavi che si trattasse “solo” di scrivere un post su Linkedin, non è affatto così.

Un conto è scrivere un post su Linkedin perché ti piace ogni tanto essere presente anche su questa piattaforma social, ben altro è scrivere contenuti in un’ottica Social Selling affinché vengano letti dal maggior numero di persone interessate ai tuoi prodotti o servizi.


I Sette elementi chiave della Linkedin Content Stategy

Stabilire per chi scrivere su Linkedin

Nella fase di analisi iniziale occorre che ti concentri sulle persone, i tuoi post o articoli Linkedin da chi desideri vengano letti?


Cosa scrivere su Linkedin

In base alle persone che intendi attrarre e che desideri leggano i tuoi post, devi studiare il tuo piano editoriale e stabilire in anticipo cosa scrivere, quali argomenti trattare e in quali formati.


Come scrivere su Linkedin

Affinché le persone leggano i tuoi contenuti devono capire di cosa intendi parlare e quindi devi essere molto attento

  1. all’incipit, affinché comprendano subito il tema e
  2. alla formattazione del post, che deve essere “usabile” ossia di facile lettura.

Il tono di voce su Linkedin

Le persone si riconoscono dal tono della voce, come recita la terza tesi del Cluetrain Manifesto

Le conversazioni tra esseri umani suonano umane. E si svolgono con voce umana”.

Punta ad avere un tuo tono, un modo di esprimerti riconoscibile e fa che sia il più possibile simile a chi tu sei nella vita di tutti i giorni.

Lo scopo di Linkedin è fuori da Linkedin, le persone dovranno riconoscerti sempre.


Quando pubblicare su Linkedin

Giorni e orari di pubblicazione determinano il calendario editoriale su cui distribuire il piano dei tuoi contenuti, scegliere il momento giusto è un altro fattore determinante per il successo dei post.


La visibilità ottenuta

Solo alla fine saprai quanto il post abbia avuto successo, grazie all’analisi dei risultati e al conteggio di quante view e interazioni il tuo post ha totalizzato.

L’analisi finale sarà l’elemento chiave in base al quale studiare nuovi contenuti, pubblicarli nei momenti migliori, ottenere interazioni crescenti e man mano aumentare la tua reputazione e la tua autorevolezza su Linkedin.


L’Algoritmo Linkedin

L’ultimo elemento che tratto in questo articolo è l’algoritmo Linkedin.

L’algoritmo non è ultimo per importanza ma ho deciso di trattarlo alla fine per logicità nella spiegazione, dovrai considerarlo all’interno della tua attività di content marketing su Linkedin in quanto determinante al fine di ottenere un maggiore visibilità di ogni tuo post.

Ritengo che la conoscenza dell’algoritmo Linkedin sia molto importante, ma per quanto conoscenza necessaria alla tua Linkedin content strategy, non dovrai mai pensarla come condizione sufficiente alla pubblicazione di post di successo su Linkedin.

All’algoritmo Linkedin devi dare il giusto peso, né troppo né troppo poco.


Su Linkedin scrivi i post per le persone

Una strategia vincente di contenuti Linkedin, esattamente come insegna l’Inbound Marketing, parte dalla considerazione iniziale che si scrive per le persone.

Un contenuto ha successo se è interessante per il target cui è diretto, in un’ottica Social Selling all’insegna del motto Help don’t Sell, è fondamentale stabilire per chi intendi scrivere ancor prima del cosa scrivere.

Solo avendo bene in mente a chi un dato messaggio è diretto si può scrivere il post che contenga tale messaggio.


Buyer persona

Se diamo al Social Selling il giusto peso all’interno del più ampio universo dell’Inbound Marketing, ogni post serve ad attrarre potenziali clienti, le nostre buyer persona ma contemporaneamente occorre pensare a contenuti che siano interessanti per tali persone.

Tutto ciò presuppone una conoscenza profonda del proprio target e questa passa attraverso l’analisi dell’interesse per determinati argomenti a partire dalla medesima analisi sui propri clienti attuali.


L’importanza del network per un post di successo su Linkedin

Ora viene il bello.

Hai deciso per chi scrivere, chi vorresti leggesse i tuoi contenuti, ma non saranno tutti lì pronti a leggere i post che pubblichi.

Molte di queste persone dovrai averle prima cercate su Linkedin, soprattutto in una fase iniziale l’attività di ricerca di profili in target a cui collegarti è fondamentale.

Perché? Semplicemente perché l’algoritmo di Linkedin in prima battuta mostrerà i tuoi post ai tuoi collegamenti e quindi affinché le persone giuste leggano i tuoi post dovrai prima averle cercate, contattate e portate a bordo del tuo network Linkedin di primo grado.


Gli argomenti da trattare su Linkedin

Ed ora puoi pensare a scrivere, ovviamente se hai già ben in mente gli argomenti che interessano le persone nella tua rete.

Questo è un altro scoglio.


Partire dalle emozioni per post di successo su Linkedin

La targetizzazione, ossia l’identificazione del tipo di cliente che voglio intercettare e attrarre, è tutto sommato un’operazione alla portata di molti, ma la vera targetizzazione è quella delle emozioni che prova la tua buyer persona, avere un’ottica customer centric nei tuoi contenuti vuol dire proprio questo, scrivere contenuti che siano concepiti per intercettare

  • problemi
  • bisogni
  • dubbi
  • necessità
  • obiezioni
  • timori

tanto per elencare alcuni delle emozioni su cui far leva nella scelta dei temi per i tuoi contenuti.

Targetizzare le emozioni aiuta a scegliere, di volta in volta, il contenuto interessante per il proprio network.

La maggior parte delle volte che effettuiamo una ricerca online siamo alla ricerca di soluzioni, ci hai mai pensato?

Se cerchiamo un prodotto vogliamo soddisfare una nostra necessità, e dietro la necessità ci sono una serie di problemi che vogliamo risolvere.


Su Linkedin scrivi contenuti risolutivi o contenuti educativi

Scrivere contenuti partendo dal problema del nostro cliente, presentargli le soluzioni che noi possiamo fornire e conseguentemente i vantaggi che ne avrebbe è sempre la miglior successione per parlare del nostro prodotto senza nominarlo.

Altro importante suggerimento, nel creare contenuti di interesse per il tuo target, è pensare ad ogni quesito che normalmente ti pongono i tuoi clienti attuali, tutto ciò che spieghi loro può essere la base di partenza per il tuo piano editoriale.


Come scrivere su Linkedin

Un post di successo deve

  1. trattare un argomento interessante
  2. essere visto nel newsfeed delle persone giuste
  3. essere letto

Anche il passare nel newsfeed dei tuoi collegamenti è una condizione necessaria ma non sufficiente a decretare il successo del tuo post su Linkedin.

L’aggiornamento del newsfeed di Linkedin è continuo e costante, prova a pensare a quanti post scorrono sotto le tue dita sfiorando lo schermo dello smartphone oppure sotto il puntatore del mouse da desktop.

Il numero delle view ovviamente non indica che le persone abbiano effettivamente letto il tuo post, ma che è apparso almeno al 50% su uno schermo per un minimo di 300 ms.

La lettura del post in buona parte dipenderà da come lo hai scritto e formattato.


Anche su Linkedin l’incipit fa la differenza

Il titolo di un articolo o l’oggetto di una mail sono fondamentali per decidere se leggere l’articolo oppure aprire una mail.

Allo stesso modo le prime righe di un post faranno la differenza tra vederlo mentre si scorre il newsfeed e fermarsi a leggerlo, le prime parole devono far comprendere da subito di cosa intendi parlare.

Se non sei bravo con le parole, dovrai esserlo con l’immagine.

Questo farà la differenza tra scorrere un post e fermarsi a leggerlo.


Usabilità dei post Linkedin

Un post di successo è quello scritto con una formattazione usabile, questo vuol dire che le persone che lo vedono nel newsfeed ed iniziano a leggerlo, dovranno continuare anche dopo le prime righe, non dovranno fermarsi all’incipit.

Non stanno leggendo un libro di sera con la predisposizione d’animo di rilassarsi e dimenticarsi di tutto intorno, sei su Linkedin e probabilmente i tuoi lettori ti stanno leggendo poco prima di iniziare a lavorare, oppure a fine giornata lavorativa o ancora in una pausa e non hanno molto tempo da dedicarti.

Se il testo non dà l’impressione di scorrevolezza e non dà la sensazione di essere leggibile in poco tempo, probabilmente lo scarteranno.


Tono di voce su Linkedin

Ognuno di noi quando parla con le persone in presenza ha un proprio modo di porsi, di esprimersi e di gesticolare.

La componente fisica della tua comunicazione non è possibile trasferirla nei post, che sia Linkedin oppure un altro social network o ancora l’articolo del tuo blog, occorre giocare su un elemento ulteriore: il tono di voce.

Se per tua natura sei ironico, scherzoso o polemico il consiglio è applicare ai tuoi post un tono di voce che ti renda riconoscibile anche attraverso la tua comunicazione scritta.

Il tono di voce può sostituire nella comunicazione scritta quella fisicità che manca, rendendoti riconoscibile agli occhi di chi ti ha incontrato oppure ha parlato con te in presenza.


Riconoscibilità

Questo è fondamentale affinché le persone ti riconoscano, ritrovino te e il tuo modo di essere nei tuoi post e li leggano.

Se utilizzi delle espressioni, modi di dire o gesti, cerca di riproporli nei tuoi post, sia attraverso le parole sia attraverso le emoji.


Identità visiva

Utilizzare sempre la stessa tua immagine, oppure una serie di immagini simili, ti renderà visivamente riconoscibile.

Allo stesso modo

  • se inserisci la tua foto nei post in cui vuoi esprimere un tuo punto di vista, oppure
  • immagini con una grafica e una palette di colori riconoscibili, oppure
  • se utilizzi sempre un medesimo simbolo o emoji all’inizio dei post

ciò farà sì che essi siano immediatamente riconoscibili e si differenzino tra migliaia di altri post nel newsfeed di Linkedin.


La scelta del momento migliore per pubblicare su Linkedin

Un altro elemento determinante per la tua Linkedin Content Strategy è il momento giusto in cui pubblicare i tuoi contenuti.

Non esiste un momento migliore in assoluto per pubblicare su Linkedin, il momento migliore è quello in cui le persone interessate a quanto scrivi sono online.

Se questa è una assoluta verità e anche vero che determinare a priori quanto il tuo pubblico è su Linkedin non è semplice e immediato.


Le fasce orarie di maggior presenza su Linkedin

Puoi trovare online numerose statistiche che, a gran voce, indicano come momento migliore la prima fascia della mattina e il tardo pomeriggio dei giorni feriali, in particolar tra il martedì e il giovedì.

Non sottovalutare il fine settimana, potrebbe essere un buon momento, soprattutto se consideri che ci sono meno utenti su Linkedin ma di sicuro i veri utilizzatori sono presenti sempre.

Il mio consiglio: esegui se possibile degli A/B test, il medesimo contenuto pubblicato in giorni e fasce orarie differenti, ti aiuterà a comprendere quando il tuo network è maggiormente presente e disposto ad interagire.

Più avanti nell’articolo ti parlerò dell’algoritmo, e comprenderai quanto conta la presenza del tuo pubblico su Linkedin, pubblicare quando i tuoi collegamenti sono online è fondamentale affinché i tuoi contenuti vengano mostrati al maggior numero possibile di persone.


La visibilità dei post su Linkedin

Immaginiamo che tu sia stato diligente nello scrivere il tuo post

  • hai selezionato nel tuo network persone in target rispetto al tuo potenziale cliente
  • hai scelto temi interessanti per la tua buyer persona
  • hai pubblicato i post nel momento in cui le persone nella tua rete sono online
  • i testi hanno un incipit accattivante e una formattazione usabile
  • il tono di voce e le immagini ti rendono riconoscibile.

A questo punto è fondamentale che i tuoi post raggiungano il maggior numero possibile di persone, più ne raggiungerai più sarai visibile su Linkedin, maggiori saranno le visite al tuo profilo da parte di persone potenzialmente interessate alla tua attività e a contattarti.

Proprio a questo proposito entra in gioco l’algoritmo di Linkedin, l’intelligenza artificiale che seleziona a chi e quante volte mostrare i tuoi contenuti nel newsfeed.


Il giusto peso dell’algoritmo nel successo dei post su Linkedin

La domanda dell’anno 2020, quella che mi sono sentita ripetere più frequentemente è se anche i miei post abbiano avuto un calo di visibilità.

La risposta è no, anzi, non solo i miei post non hanno avuto alcun calo nelle view ma mediamente la loro visibilità è aumentata del 20% e sui post di maggior successo anche del 50% e oltre.


Calo delle view su Linkedin e aumento pubblicazioni 2020

Un elemento di cui devi assolutamente tenere conto è la maggior presenza di utenti su tutti i social network in Italia, e non solo, nella primavera 2020 a seguito del lockdown causato dalla pandemia da Covid19.

Molti più utenti connessi e presenti sui social a tutte le ore del giorno, ne hanno aumentato il numero e frequenza di pubblicazioni in una misura stimata intorno al 30%, dato confermato anche su Linkedin.

In quei mesi, ad un maggior numero di pubblicazioni è certamente corrisposta una maggiore attività di selezione anche da parte dell’algoritmo, e per molti tutto ciò ha significato un deciso calo delle view, soprattutto laddove il contenuto non aveva il giusto valore e non destava l’interesse del pubblico cui era diretto.


L’algoritmo Linkedin, last but not least

In questo 2020 ho approfondito in varie occasioni la mia conoscenza dell’algoritmo, ma se avessi esclusivamente utilizzato tali conoscenze sperando che da sole fossero sufficienti ad aumentare la mia visibilità, avrei certamente fallito nel mio intento.

Ecco perché ho posto l’argomento algoritmo solo alla fine della lista di elementi di successo di un post su Linkedin, ecco perché ne parlo come condizione necessaria ma non sufficiente per il successo dei tuoi Linkedin post, la conoscenza è necessaria ma non è di certo la motivazione esclusiva del loro successo.

Se applicherai tutto quanto ti sto per spiegare sull’algoritmo di Linkedin, ma non sarai stato bravo a identificare a monte

  • per chi scrivere
  • cosa scrivere
  • come scrivere
  • quando pubblicare
  • il tono di voce
  • l’usabilità del tuo post

conoscere l’algoritmo Linkedin ti porterà poco lontano, e non sarà determinante nella tua strategia di content marketing su Linkedin.


Come funziona l’algoritmo Linkedin

Una premessa è doverosa a questo punto.

Anche se i post vengono mostrati in prima battuta ai tuoi collegamenti e follower, non raggiungeranno tutti loro, ma un algoritmo farà una selezione a monte, l’intelligenza artificiale che lo muove è pensata proprio in base all’interesse delle persone e a rendere positiva la loro esperienza su Linkedin affinché permangano il più possibile sulla piattaforma.

Cercherò di illustrarti in modo chiaro e semplificato come funziona l’algoritmo Linkedin.


Filtro iniziale “anti-spam” dell’algoritmo Linkedin

Ad ogni nuova pubblicazione l’algoritmo di Linkedin esamina il post attraverso i suoi spider e lo classifica come

  • spam oppure
  • di bassa qualità oppure
  • buon post

In corrispondenza della classificazione ottenuta, il tuo post riceve una sorta di punteggio iniziale che determina il numero di volte che esso viene mostrato inizialmente nel newsfeed.

Senza alcun dubbio ognuno di noi deve cercare di pubblicare contenuti che rientrino nella categoria “buon post”.

Il mio consiglio: affinché i tuoi post possano essere classificati come “buoni” mantieni coerenza tra i temi trattati nel post e le parole chiave che hai utilizzato nel tuo profilo avrai una maggior probabilità di passare il filtro anti-spam con successo.


Test del pubblico

Passato il filtro anti-spam il tuo post inizia ad essere mostrato su Linkedin.

A questo punto alcuni tra i tuoi collegamenti di primo livello vedono il post, la selezione dei collegamenti avviene in base ad alcuni elementi tra cui

  • la reputazione che il tuo account ha al momento su Linkedin
  • le interazioni ricevute in precedenza da altri tuoi contenuti

Il mio consiglio: favorisci le relazioni su Linkedin attraverso interazioni sui tuoi post, su quelli delle persone nella tua rete ma anche tramite messaggistica privata. Non di rado mi è capitato di vedere apparire nel mio newsfeed post di persone con cui non avevo mai interagito sui loro contenuti ma ci eravamo appena collegati scambiandoci messaggi privati.


Valutazione delle interazioni

Se le persone nel tuo network ritengono il tuo post interessante, interagiscono attraverso le reaction e soprattutto lasciano un loro commento.

Tutto ciò ha un grande valore per te, in quanto è la prova che il tuo contenuto piace ai tuoi collegamenti, ma al tempo stesso le interazioni vengono tracciate dall’algoritmo Linkedin che continua a mostrarlo nel newsfeed di altri profili innescando un circolo virtuoso che continuerà a mostrare il contenuto fino a quando noterà nuove interazioni e soprattutto nuovi commenti.

Hai certamente notato che i tuoi post con maggiori interazioni e commenti sono anche quelli che hanno avuto maggiore visibilità.

Il mio consiglio: favorisci i commenti su Linkedin, soprattutto nei primi minuti successivi alla pubblicazione del tuo post. Ti potrei suggerire la classica frase “Scrivi nei commenti cosa ne pensi” da inserire nel testo del post, ma oltre che vista e rivista, potrebbe essere controproducente a livello di immagine, nel caso in cui nessuno lasci un commento.

Ti suggerisco, a maggior ragione, di puntare su temi davvero interessanti per la tua rete, il miglior commento è quello che scaturisce spontaneo perché porta di conseguenza ulteriori commenti e una sorta di dialogo sotto il post.

Vero è che taggare, ossia menzionare, delle persone può avere l’effetto di allertarle e metterle nella condizione di commentare e dire cosa pensano, generando commenti e quindi regalandoti visibilità. Ma non è un modo di agire che io non apprezzo, ritengo infatti che la menzione debba essere sempre nell’interesse della persona menzionata prima che nel nostro interesse


Interazioni e newsfeed

Hai mai osservato il newsfeed con attenzione? É fondamentale per comprendere nella pratica come funziona l’algoritmo Linkedin.

Osservalo e potrai renderti conto che solo una parte dei post che vedi scorrere appartengono alle pagine che segui oppure alle persone nel tuo network di primo grado.

Moltissimi contenuti riportano la dicitura “consigliato da” oppure “commentato da”, questo significa che l’algoritmo mostra in gran parte contenuti con cui il tuo network ha interagito.

Maggiore è il numero di volte che un post viene mostrato, maggiore è la probabilità che incontri ulteriori consensi, ma contemporaneamente è fondamentale che venga apprezzato nei primi minuti successivi alla sua pubblicazione.

Questo è il meccanismo attraverso cui un contenuto resta anche per molti giorni nel newsfeed di Linkedin,  ciò che conta non è il concetto di  “freshness” ossia la data di pubblicazione più recente, conta invece quanto venga apprezzato attraverso interazioni prolungate nel tempo.

Osservata il vostro newsfeed in giorni oppure orari in cui non ci sono molti contenuti freschi, ad esempio a tarda notte o nei giorni festivi.

Noterete una maggior presenza di contenuti pubblicati molte ore o giorni prima, l’algoritmo continua a mostrarli, come se li selezionasse a colmare la mancanza di contenuti nuovi su cui il ciclo di vita del post tra filtro anti-spam e valutazione delle interazioni è appena agli inizi.


Algoritmo e network su Linkedin

Comprendi a questo punto l’importanza di avere un network concretamente interessato a te, alla tua attività e ai tuoi contenuti su Linkedin.

Ecco perché ci sono profili che nonostante un network numeroso ottengono un minor numero di visualizzazioni rispetto ad altri.

Se eri concentrato a comprendere come funziona l’algoritmo Linkedin, ora sai che devi porre attenzione al tuo network.

Certamente l’algoritmo li agevola nella fase 2, quella in cui incomincia a mostrare il post ai collegamenti di primo grado e ai follower, maggiore è il loro numero, potenzialmente maggiori saranno le view iniziali, ma se il network primario non interagisce o non si sofferma a leggere il post (come vedremo nel paragrafo successivo) sarà improbabile che quel post possa avere successo.

La creazione di un network interessato e soprattutto aver coltivato la relazione con le persone con costanza e naturalità, è uno dei fattori premianti della tua strategia.


Algoritmo Linkedin 2020 e introduzione del Dwell Time

A maggio 2020 è stato introdotto nell’algoritmo Linkedin un nuovo interessante fattore di valutazione dei post, il dwell time, ossia il tempo di permanenza sul post.

Senza addentrarci in formule e spiegazioni tecniche troppo approfondite che puoi trovare sul blog Engineering Linkedin, con il dwell time l’algoritmo non valuta più l’interesse di un post in base alle sole azioni attive degli utenti, quali clic, reaction o commenti ma conta il tempo che gli utenti trascorrono sul post, intercettando così anche l’interesse da parte dei fruitori passivi di contenuti, ossia di coloro i quali leggono, ma non interagiscono pur se interessati.


I due tempi del Dwell Time Linkedin

L’algoritmo valuta il tempo di permanenza in due momenti

  1. inizia a misurare quando almeno metà di un aggiornamento/post è visibile mentre un membro scorre il proprio feed
  2. calcola il tempo di sosta dopo il clic, ossia il tempo trascorso sul contenuto dopo aver fatto clic su un aggiornamento nel feed.

Grazie a questa misurazione è possibile considerare i clic cui corrisponde un immediato ritorno al feed, laddove il contenuto non è pertinente / interessante, tale contenuto viene considerato di scarsa qualità, un po’ come avviene nella SEO quando l’algoritmo Google traccia casi di Pogo Sticking.

Ovviamente vengono tracciati anche i click cui corrisponde un tempo più prolungato prima di tornare al feed Linkedin, tali click vengono considerati indicatori di interesse del contenuto donando al medesimo maggior visibilità.


Dwell Time e diminuzione delle view dei post Linkedin

L’introduzione del dwell time ha causato un notevole calo per le view di molti post su Linkedin, soprattutto per quegli utenti il cui network donava reaction a pioggia, quelli che io definisco i “mi piace di cortesia”, quasi compulsivi su post a volte persino di scarso valore.

Volendo semplificare, posso dire che con il dweel time si è abbassato il valore dei consiglia assegnati senza realmente leggere i post, senza quindi soffermarsi, oppure i click su link  subito chiusi immediatamente, il tutto a vantaggio di chi, invece, si sofferma su un post, lo legge effettivamente anche senza lasciare interazioni.


Chi ha beneficiato del Dwell time

Il dwell time non è stato un massacro di view per tutti.

Chi ha sempre puntato su una strategia di contenuti, progettando un piano editoriale interessante per la propria rete, considerando tutti i passaggi ordinatamente descritti nell’articolo, non ha subito perdite di visibilità, anzi potrebbe averne persino tratto giovamento.

In particolar modo, vorrei far notare un dettaglio su cui ho a lungo riflettuto osservando l’aumento nelle view dei miei post e cercandone una spiegazione logica che assume rilevanza in questo contesto: un post ben formattato, anche se particolarmente lungo, dà la sensazione di essere comunque leggibile e quindi la tua rete si sofferma e lo legge per intero.

La conseguenza della lettura di un lungo post è l’aumento del tempo di permanenza e a sua volta, grazie all’introduzione del dweel time nell’algoritmo Linkedin, il post viene valutato positivamente e mostrato maggiormente.


L’importanza della formattazione del post con il Dwell time

L’usabilità di un post, la sensazione che sia leggibile e di facile lettura passa attraverso una

  • formattazione snella,
  • ancore visive,
  • emoji,
  • titoli in maiuscolo e
  • alternanza tra testi e spazi.

Il premio Nobel Daniel Kahneman, nella sua esplorazione della mente umana, illustra che essa opera attraverso due processi di pensiero differenti: uno veloce e intuitivo, e uno più lento ma anche logico e riflessivo.

Il cervello umano quando è online attiva la modalità veloce, la soglia dell’attenzione dell’umano online è decisamente bassa, è nota a tal proposito una ricerca Microsoft del 2015, secondo cui già allora era addirittura inferiore ai 9 secondi dei pesci rossi.

Già una quarantina d’anni fa un altro premio Nobel, Herbert Simon, sottolineava come in un mondo ricco di informazioni l’attenzione dei riceventi viene consumata dall’informazione medesima. Paradossalmente l’abbondanza di informazioni genera una povertà di attenzione.


Testi lunghi e leggibili, premiati dal dwell time

Tutto questo ci torna utilissimo per comprendere perché l’utente Linkedin privilegi la lettura di un testo ben formattato, con uno sviluppo in verticale, a misura di scroll dello schermo degli smartphone.

È facile a questo punto comprendere che un testo ben formattato può occupare per intero i 1.300 caratteri di un post su Linkedin, incollando il lettore sino alla fine, a patto che il tema sia interessante per il target di riferimento.

In un simile contesto il dwell time ha rappresentato un vantaggio per i contenuti davvero di valore, ben formattati e più leggibili, il lettore se interessato

  • si sofferma, legge sino alla fine,
  • viene tracciato dall’algoritmo e
  • di conseguenza viene amplificato il numero delle visualizzazioni post.

Ecco perché ho posto l’argomento algoritmo alla fine degli elementi fondamentali per avere successo nella propria strategia di contenuti su Linkedin, non perché la conoscenza dell’algoritmo non sia importante ma perché è necessario che sia perfettamente incastrata all’interno di una visione più ampia che tenga conto di molte variabili, non solo ed esclusivamente del funzionamento a livello tecnico dell’algoritmo.


Frequenza di pubblicazione Linkedin

Personalmente sorrido quando leggo che su Linkedin occorre pubblicare frequentemente e almeno 3 / 5 volte a settimana.

Su Linkedin dovremmo partire dal presupposto di pubblicare quando abbiamo qualcosa di interessante da condividere con la nostra rete.

Trattandosi di un social network con obiettivi professionali potrebbe capitare in determinati periodi di avere un elevato numero di contenuti da pubblicare, informazioni relative ad eventi, pubblicazioni, aggiornamenti del settore, propri articoli o altro.

Molti utenti Linkedin lamentano il fatto che se pubblicano frequentemente ottengono un numero di visualizzazioni inferiori rispetto a periodi con pubblicazioni meno frequenti


Un algoritmo democratico

Personalmente mi piace definire “democratico” l’algoritmo Linkedin, perché in effetti io stessa ho testato questa limitazione delle view sui miei post.

In particolar modo durante la fase preparatoria di un Webinar Semrush del mese di maggio 2020 in tema di algoritmo Linkedin, ho messo a confronto le view dei post sull’arco temporale di 30 giorni per 4 profili che avevano frequenze di pubblicazioni e numero di collegamenti differenti.

Se l’algoritmo in prima battuta mostra i post ai tuoi collegamenti, è facile comprendere che un profilo con molti collegamenti riesca potenzialmente a raggiungere un maggior numero di persone.

In occasione di questo studio, ho purtroppo osservato che una maggior frequenza di pubblicazioni non mantiene costante il numero delle visualizzazioni ma le fa oscillare tra un minimo ed un massimo incoraggiando quindi pubblicazioni meno frequenti se puntiamo a raggiungere un pubblico più ampio.


Pubblicare su Linkedin al momento giusto

Non esiste alcuna documentazione ufficiale nel blog Engineering Linkedin che supporti quanto testato nel Webinar Semrush, ma alla luce dei test effettuati allora, ho proseguito a pubblicare anche nei mesi successivi rispettando quanto ampiamente illustrato in questo articolo con una particolare attenzione nel pubblicare con costanza ma senza una eccessiva frequenza.

I risultati ottenuti sono stati gratificanti, la mia visibilità ha avuto una crescita costante, non solo dal mio profilo ma anche dalla mia pagina aziendale che ne ha beneficiato di conseguenza superando i 1.800 follower in organico in soli 8 mesi.


In conclusione

In questo articolo ho spiegato dettagliatamente qual è una corretta strategia di contenuti su Linkedin e come utilizzare la conoscenza dell’algoritmo Linkedin per pubblicare post di successo.

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Il tema è comunque ampio e necessità di ulteriori approfondimenti oltre che conoscere molti tips & tricks frutto della mia esperienza sul campo, di test, di illuminazioni e di strategie messe in atto con successo.

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