Guida al Piano Editoriale LinkedIn: cos’è, come crearlo, template

Guida al Piano Editoriale LinkedIn: cos’è, come crearlo, template

Ti sei mai trovato/a davanti alla pagina bianca senza sapere cosa pubblicare su LinkedIn?

Oppure, ti è capitato di iniziare con entusiasmo e poi perdere costanza dopo poche settimane?

Succede spesso, soprattutto quando manca il piano editoriale.

In questa guida ti accompagno passo passo nella creazione di un piano editoriale personalizzato e sostenibile nel tempo.

Lo faremo partendo dalle basi teoriche per arrivare poi agli strumenti pratici, come il pannello di programmazione di LinkedIn, tool esterni come PostPickr, e l’uso strategico dell’intelligenza artificiale per generare idee e contenuti in meno tempo.

Adatto sia a profili personali che a pagine aziendali, questo articolo ti offre un metodo pratico per creare un piano editoriale LinkedIn in linea con i tuoi obiettivi.


Sommario

Cos’è il piano editoriale: definizione e scopo

Il piano editoriale o PED (Piano Editoriale Digitale) è uno strumento strategico che serve a organizzare la creazione e la pubblicazione dei contenuti su uno o più canali di comunicazione.

Viene utilizzato da aziende, freelance, content creator e team marketing per pianificare in modo coerente:

  • cosa dire,
  • come dirlo,
  • a chi rivolgersi

Diversamente dal semplice calendario dei post, il piano editoriale si concentra sulla strategia complessiva: stabilisce obiettivi, target, topic centrali, canali e formati.

A cosa serve il piano editoriale?

Un buon piano editoriale consente di:

  • Mantenere la coerenza comunicativa nel tempo (anche quando cambia il team o la persona incaricata).
  • Evitare l’improvvisazione e la pubblicazione sporadica “quando capita”.
  • Ottimizzare le risorse (idee, tempo, budget) concentrandole su contenuti davvero utili al pubblico.
  • Aumentare l’efficacia dei messaggi, allineandoli con gli obiettivi e con i bisogni reali della community e del target.

Il piano editoriale, in sintesi, permette di comunicare con continuità, senza perdere di vista strategia e quadro d’insieme.


Fase 1: definire gli obiettivi del piano editoriale LinkedIn

Definire obiettivi chiari è il primo passo fondamentale per costruire un piano editoriale efficace su LinkedIn.

Senza questa parte, è facile perdere tempo e risorse pubblicando contenuti che non portano risultati. Gli obiettivi ti aiutano a:

  • Orientare la scelta dei contenuti verso ciò che serve davvero al tuo pubblico
  • Misurare i progressi e valutare l’efficacia della tua strategia
  • Allineare la comunicazione con le esigenze di business o personali

Quali sono gli obiettivi del piano editoriale LinkedIn

Quando definisci gli obiettivi del tuo piano editoriale LinkedIn, è importante considerarne diversi tipi in base ai risultati che vuoi ottenere. Ecco le principali categorie di obiettivi su cui focalizzarti:

Obiettivi di Brand Awareness

  • Aumentare il numero di follower: ad esempio, puntare a un incremento del 20% in 6 mesi per ampliare il pubblico.
  • Migliorare la visibilità del brand: aumentare la presenza nelle ricerche e nelle interazioni con il pubblico di riferimento.
  • Posizionare il brand come autorevole: pubblicare contenuti di valore che dimostrino competenze e autorevolezza.
  • Raggiungere un pubblico specifico: identificare chiaramente il target e creare contenuti adatti alle sue esigenze.

Obiettivi di Lead Generation

  • Generare lead qualificati: creare contenuti che invitino le persone a scoprire di più o a entrare in contatto con te o il tuo brand.
  • Aumentare il traffico al sito web: inserire link strategici nei post per indirizzare visitatori realmente interessati.
  • Convertire follower in clienti: proporre contenuti che facilitino la conversione dei lead generati con Linkedin o con Sales Navigator.

Obiettivi di Coinvolgimento (Engagement)

  • Aumentare interazioni: stimolare commenti, diffusioni e like con contenuti coinvolgenti e pertinenti.
  • Stimolare il dialogo: usare domande, sondaggi e contenuti che invitano a commentare, condividere opinioni o partecipare attivamente.
  • Incrementare il tempo di permanenza: proporre contenuti interessanti che invoglino gli utenti a rimanere più a lungo sulla pagina.

Questi obiettivi possono essere combinati o scelti in base alle tue esigenze specifiche, ma è importante che siano sempre chiari per creare il PED strategicamente e monitorare i progressi nel tempo.

Obiettivi del piano editoriale LinkedIn


Fase 2: da obiettivi vaghi a obiettivi SMART nel piano editoriale LinkedIn

Individuare cosa vuoi ottenere con il tuo piano editoriale LinkedIn è il primo passo, ma spesso questi obiettivi risultano troppo generici.

Per creare una strategia efficace e poter misurare davvero i risultati, è importante trasformarli in obiettivi SMART.

Definire obiettivi più precisi significa stabilire cosa vuoi ottenere, come capire se ci sei riuscito ed entro quando.

Ma cosa significa davvero definire obiettivi SMART e come puoi applicarli concretamente al tuo piano editoriale LinkedIn?

Cosa sono gli obiettivi SMART?

Gli obiettivi SMART sono obiettivi costruiti su parametri chiari che ne facilitano la definizione e il raggiungimento.

Ogni obiettivo rispetta cinque caratteristiche essenziali, indicate dall’acronimo SMART:

  • Specifico (Specific): chiaro e preciso, senza lasciare spazio a interpretazioni.
  • Misurabile (Measurable): quantificabile, in modo da poter valutare i progressi e sapere quando è stato raggiunto.
  • Raggiungibile (Achievable): realistico e fattibile, considerando le risorse e i tempi disponibili.
  • Rilevante (Relevant): importante per il progetto o business, contribuendo concretamente ai risultati desiderati.
  • Temporizzato (Time-bound): con una scadenza precisa per mantenere il focus e la motivazione.

Cosa sono gli obiettivi smart

Esempio pratico di obiettivo SMART per LinkedIn

Supponiamo che il tuo obiettivo sia rafforzare la Brand Awareness e, più nello specifico, incrementare i follower della pagina LinkedIn.

Un obiettivo generico potrebbe essere: “Voglio aumentare i follower della pagina.”

Questo obiettivo è troppo vago perché non indica né quanto aumentare, né entro quando, né come misurare i progressi.

Ecco come trasformarlo in un obiettivo SMART:

“Aumentare del 20% il numero di follower della pagina LinkedIn entro 6 mesi, pubblicando contenuti almeno 3 volte a settimana e monitorando la crescita tramite gli Analytics di LinkedIn.”

Vediamo cosa significa ogni punto:

  • Specifico: indica chiaramente cosa vuoi ottenere (aumento del 20% dei follower)
  • Misurabile: è quantificabile, così puoi monitorare i progressi (il 20% in più)
  • Raggiungibile: l’obiettivo è realistico in base alle risorse e al tempo disponibili
  • Rilevante: aumentare il numero di follower aiuta a rafforzare la brand awareness
  • Temporizzato: ha una scadenza precisa (6 mesi)

Fase 3: definire target e buyer persona per il piano editoriale LinkedIn

Dopo aver definito gli obiettivi, il passo successivo per costruire il piano editoriale LinkedIn efficace è individuare il target e la buyer persona.

Definire il target per il piano editoriale LinkedIn

Il target è il gruppo ampio di persone o aziende a cui vuoi rivolgerti, ad esempio “imprese italiane nel settore tecnologico” o “professionisti del marketing digitale”.

Definire il target in prima battuta ti aiuta a orientare la strategia generale e a comprendere a chi vuoi parlare.

Creare la buyer persona per personalizzare i contenuti LinkedIn

Tuttavia, per creare contenuti davvero utili, è fondamentale scendere più in profondità e identificare la buyer persona all’interno di quel target.

La buyer persona è una rappresentazione semi-fittizia del cliente ideale, costruita combinando dati reali e intuizioni strategiche.

La buyer persona va oltre il semplice profilo demografico e include aspetti psicologici, comportamentali e relazionali.

Considera non solo chi acquista il prodotto o servizio, ma anche chi ne influenza la decisione o ne è utilizzatore; questo è particolarmente importante nel B2B, dove il processo decisionale coinvolge spesso più figure con ruoli diversi:

  • decision maker,
  • l’utilizzatore finale
  •  e gli influenzatori interni all’azienda.

Capire le caratteristiche, i bisogni, le motivazioni e le difficoltà della buyer persona ti permette di creare contenuti che rispondano davvero alle loro esigenze.

Come creare la Buyer Persona con l’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale può supportarti nella creazione della tua Buyer Persona accurata, partendo da dati concreti e approfondimenti strategici.

Per capire esattamente come farlo, ho scritto un articolo-guida che ti accompagna passo passo. Scoprirai quali informazioni raccogliere, come impostare i prompt e come affinare le risposte dell’AI per ottenere un profilo davvero utile.

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come creare la buyer persona con chatgpt


Fase 4: definire i contenuti del piano editoriale LinkedIn

Dopo aver definito obiettivi, target e buyer persona, è il momento di passare alla fase più creativa: definire i contenuti del tuo piano editoriale LinkedIn.

È una fase importante perché ciò che pubblichi determina la tua capacità di attirare l’attenzione giusta, generare interazioni e, soprattutto, raggiungere i tuoi obiettivi.

Per rendere il lavoro ordinato ed efficace, è utile suddividere la pianificazione in quattro elementi chiave: temi, formati, tono di voce e frequenza di pubblicazione.

Temi e argomenti da trattare nel PED LinkedIn

I temi sono il centro del tuo piano editoriale: rappresentano gli argomenti principali attorno a cui ruotano i tuoi contenuti.

Nella scelta dei topic, tieni a mente questi tre criteri:

  1. Rilevanza per il target e la buyer persona: parla dei problemi, delle sfide e degli obiettivi reali del tuo pubblico.
  2. Coerenza con il posizionamento professionale/aziendale: scegli temi che rafforzino l’immagine che vuoi trasmettere di te o tuo brand.
  3. Allineamento agli obiettivi SMART: se l’obiettivo è aumentare i lead, concentrati su argomenti che attirino potenziali clienti in target.

Formati di contenuto più efficaci per LinkedIn

Su LinkedIn puoi utilizzare diversi formati di contenuto:

  • post solo testo,
  • documenti PDF,
  • newsletter e articoli,
  • video,
  • caroselli di immagini,
  • grafiche singole e
  • sondaggi

Quando scegli quali formati utilizzare, è importante tenere conto sia del funzionamento dell’algoritmo Linkedin, sia dell’obiettivo che vuoi raggiungere e dell’argomento trattato.

L’ideale è alternare i diversi formati per coinvolgere il pubblico in modi differenti.

In ogni caso, è molto importante monitorare i risultati ottenuti per capire cosa funziona meglio per te/il tuo brand e adattare la strategia di conseguenza.

Tono di voce dei contenuti LinkedIn

Il tono di voce è lo stile comunicativo con cui un’azienda o un professionista si rivolge al proprio pubblico.

Rappresenta la personalità del brand o della persona e aiuta a trasmettere valori, emozioni e messaggi in modo riconoscibile.

Il tono di voce guida la scelta delle parole, lo stile dei testi e il modo in cui si costruiscono i contenuti.

Aziende e professionisti devono definire il proprio tono di voce in base al posizionamento, ai valori e al pubblico di riferimento.

Frequenza di pubblicazione su LinkedIn

La frequenza di pubblicazione non deve essere casuale: definiscila in base alle risorse disponibili e alla capacità di creare contenuti di valore nel tempo.

Ti consiglio di:

  • Pubblicare almeno 2-3 volte a settimana per mantenere la visibilità costante
  • Alternare tipologie di contenuto (es. lunedì post educational, mercoledì case study, venerdì contenuto più leggero)
  • Alternare tipologie di formato
  • Monitorare le performance e adattare la frequenza in base ai risultati.

Fase 5: creare il calendario editoriale LinkedIn e programmare i contenuti

Una volta stabiliti obiettivi, target, temi, formati e tono di voce, è il momento di trasformare la strategia in azioni concrete.

Il calendario editoriale è lo strumento operativo che ti permette di organizzare quando e cosa pubblicare, mantenendo costanza e coerenza nel tempo.

Differenza tra piano editoriale LinkedIn e calendario editoriale

Molti li confondono, ma piano editoriale e calendario editoriale non sono la stessa cosa:

  • Il piano editoriale è la strategia: stabilisce perché comunichi, a chi ti rivolgi, cosa vuoi dire e come vuoi dirlo
  • Il calendario editoriale, invece, è l’agenda operativa dove queste decisioni vengono tradotte in un programma di pubblicazione.

In pratica, il calendario editoriale include:

  • Categoria tematica
  • Data e ora di pubblicazione
  • Obiettivo del contenuto
  • Copy del post
  • Tipo di formato (solo testo, PDF, video, carosello…)
  • Link o materiali necessari
  • Eventuali note per la grafica o per il copy finale.

template esempio calendario editoriale

Strumenti per creare il calendario editoriale LinkedIn

Puoi creare il calendario editoriale in diversi modi, in base alle tue esigenze:

  • Foglio di calcolo (Excel o Google Sheets): soluzione semplice, gratuita e totalmente personalizzabile. Puoi creare colonne per data, formato, titolo del post, obiettivo, grafiche, ecc.
  • Template dedicati: modelli già pronti, spesso scaricabili online, utili per avere una struttura base senza doverla costruire da zero.
  • Strumenti di project management come Trello, Notion o Asana: ideali se lavori in team, perché permettono di assegnare compiti e allegare materiali.

Strumenti per programmare i post su LinkedIn

Una volta definito il calendario, il passo successivo è programmare i contenuti in modo che vengano pubblicati in automatico, senza rischiare di dimenticarsene.

PostPickr: il mio strumento di programmazione preferito per LinkedIn

Se vuoi semplificare davvero la gestione del tuo calendario editoriale, PostPickr è la mia prima scelta.

Ecco perché lo consiglio:

  • Pianifica e pubblica automaticamente su LinkedIn e altre piattaforme da un unico calendario editoriale.
  • Include AI Assistant per creare testi e immagini, riassumere articoli, migliorare la chiarezza e tradurre in oltre 50 lingue.
  • Permette di visualizzare, modificare e condividere facilmente la programmazione, ottimizzando tempi e flussi di lavoro.
  • Fornisce report e analisi dettagliate per capire cosa funziona meglio.

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Programmazione interna di LinkedIn

Puoi anche programmare i post su Linkedin attraverso un sistema di programmazione integrato molto utile se vuoi restare all’interno della piattaforma. 

Dal pannello di creazione del post, puoi scegliere data e ora di pubblicazione, evitando di farlo in tempo reale.

È una soluzione comoda per chi non vuole usare tool esterni, ma ha alcune limitazioni. Ad esempio, non consente di avere uno storico visivo e organizzato dei contenuti già pubblicati.

Con PostPickr, invece, puoi rivedere e analizzare facilmente i post passati direttamente dal calendario.


Come usare l’intelligenza artificiale per il tuo piano editoriale LinkedIn

L’Intelligenza Artificiale può aiutarti in molte fasi della creazione del tuo piano editoriale LinkedIn, vediamo come.

Analisi del target e delle buyer persona con l’AI

Prima di creare i contenuti, puoi usare strumenti di AI per raccogliere e organizzare dati utili su chi vuoi raggiungere.

L’AI può aiutarti a sintetizzare informazioni demografiche, comportamentali e psicografiche, trasformandole in un quadro chiaro del tuo pubblico ideale e delle diverse buyer persona che ne fanno parte.

Ricerca di idee per i contenuti

Con i giusti input, l’AI può generare proposte per post, newsletter, sondaggi o video in linea con i tuoi obiettivi e con gli interessi del tuo target.

Può anche aiutarti a individuare argomenti di tendenza, suggerendo come collegarli alla tua strategia di comunicazione.

Scrittura di testi per post, newsletter e articoli con l’AI

L’AI può velocizzare la stesura dei contenuti mantenendo coerenza con il tuo tono di voce. Tuttavia, i migliori risultati arrivano solo se sai come darle indicazioni precise: più dettagli fornisci nel prompt, più l’output sarà rilevante e vicino alle tue esigenze.

Analisi delle performance con l’AI e miglioramento della strategia

L’AI può supportarti anche nell’analisi dei dati delle tue pubblicazioni: engagement, click, condivisioni e andamento dei follower.

Queste informazioni possono essere elaborate per individuare cosa funziona, cosa migliorare e come ottimizzare i contenuti futuri, mantenendo il piano editoriale sempre efficace e aggiornato.

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FAQ sul piano editoriale LinkedIn

Cos’è il piano editoriale LinkedIn e perché è importante?

È una strategia organizzata per decidere cosa, come, quando e a chi comunicare su LinkedIn, fondamentale per mantenere coerenza, continuità e raggiungere i tuoi obiettivi.

Qual è la differenza tra piano editoriale e calendario editoriale?

Il piano editoriale è la strategia generale, mentre il calendario editoriale è l’agenda pratica che organizza la pubblicazione dei contenuti nel tempo.

Come definire obiettivi efficaci per il mio piano editoriale LinkedIn?

Gli obiettivi devono essere SMART: Specifici, Misurabili, Raggiungibili, Rilevanti e Temporizzati per poter valutare i risultati con chiarezza.

Quali tipi di contenuti e formati funzionano meglio su LinkedIn?

Non esiste una risposta universale. È importante alternare formati come post testuali, video, documenti PDF, caroselli e sondaggi per coinvolgere al meglio il pubblico e sfruttare l’algoritmo. Poi, analizza le performance per capire cosa funziona meglio per te.

Come identificare il target e la buyer persona per il piano editoriale?

Parti da un target ampio e poi crea una buyer persona dettagliata che include dati demografici, comportamenti, bisogni e motivazioni per personalizzare i contenuti.

Quali strumenti posso usare per gestire e programmare il piano editoriale LinkedIn?

Puoi usare fogli di calcolo, tool di project management e strumenti di programmazione automatica come PostPickr o la funzione interna di LinkedIn.


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  • identificare il target e la buyer persona per parlare direttamente al tuo pubblico,
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