
Negli ultimi anni l’Employer Branding rappresenta sempre più un tema di interesse per le aziende.
L’Employer Brading coinvolge addetti al Marketing, alle Risorse Umane e alla Comunicazione aziendale interna ed esterna per diffondere il brand aziendale quale luogo di lavoro con lo scopo di attrarre proprio quelle figure professionali che le aziende ricercano nel fermento della digital transformation in corso e che faticano a trovare.
A volte si abusa di questo concetto oppure si pensa che, per diffondere l’immagine dell’azienda quale ottimo luogo di lavoro, sia sufficiente pubblicare sulle pagine social aziendali qualche fotografia che occasionalmente mostri i dipendenti felici, soddisfatti e realizzati durante una fiera, un convegno, un corso oppure una cena aziendale.
Se anche la tua azienda sta utilizzando in questo modo i social media per comunicare l’azienda come luogo di lavoro, ti invito a leggere l’intero articolo,
- per riflettere su ciò che è concretamente l’Employer Branding,
- per aiutarti a non commettere errori comuni e
- soprattutto iniziare un cammino strategico che davvero promuova l’azienda con il contributo dei tuoi dipendenti e collaboratori.
Sommario
Cosa è l’Employer Branding?
L’Employer Branding è oggi un vero e proprio ramo del marketing in quanto rientra tra le attività di branding che mirano ad affermare la marca aziendale, promuovendo l’azienda come luogo di lavoro.
Si tratta quindi a pieno titolo di un’attività di marketing strategico che coinvolge diversi comparti aziendali per l’analisi, pianificazione e organizzazione della formazione
- Marketing
- Risorse umane
- Comunicazione
ma ti ricordo che il vero motore dell’Employer Branding è rappresentato dalla presenza online, attiva e spontanea dei dipendenti che raccontano personalmente l’azienda.
I benefici dell’Employer Branding
Probabilmente chi nella tua azienda si occupa di risorse umane noterà prima di altri gli sviluppi positivi di questa attività di branding, ma di riflesso ne beneficerà anche il lato commerciale aziendale.
Di certo se un’azienda ha un’ottima immagine in quanto luogo di lavoro indirettamente invoglierà anche all’acquisto dei propri prodotti o servizi.
Nessuno di noi vorrebbe mai acquistare da chi ha una pessima fama per come tratta i propri dipendenti!
Benefici a cascata se l’Employer Branding è positivo
Le attività di marketing proprie dell’Employer Branding si concentrano quindi sulla marca come luogo di lavoro ma concorrono al miglioramento del brand aziendale nel suo complesso, ecco spiegato perché è necessario inglobarle in una più ampia strategia di comunicazione aziendale.
L’opinione di un dipendente incide certamente sul valore di marca e a sua volta l’immagine di marca rende attrattiva la tua azienda per nuovi talenti.
Se la tua comunicazione aziendale punta anche all’Employer Branding riuscirà ad innescare un circolo virtuoso da cui trarranno beneficio contemporaneamente azienda e prodotto.
Il pubblico a cui ti rivolgi in questo caso è triplice
- dipendenti,
- talenti che desideri attrarre come futuri dipendenti,
- clienti / fornitori.
In particolare, la tua strategia di comunicazione in ottica Employer Branding, non deve sottovalutare i tuoi dipendenti, collaboratori, sales e manager: essi infatti sono contemporaneamente destinatari e strumento della comunicazione e saranno i migliori ambasciatori del tuo brand.
Fare Employer Branding su Linkedin
Quale può essere il ruolo di Linkedin nella comunicazione rivolta all’Employer Branding?
Utilizzare Linkedin per l’Employer Branding è un’ottima scelta nella strategia di comunicazione della tua azienda, è infatti possibile ottenere ottimi risultati grazie a Linkedin.
Ti ricordo che già nel 2016 i dati della RGS (Recent Graduate Survey) per l’assegnazione del riconoscimento come Best employer of choise da parte dei giovani laureati, ha visto Linkedin posizionarsi al primo posto tra i Social più utili per ottenere informazioni sulle aziende.
Nel dettaglio il 79,3% dei laureati con un voto superiore a 105/110 hanno identificato Linkedin come il più utile strumento per informarsi sulle aziende contro il 18,2% che ritiene più utile Facebook.
L’azienda su Linkedin ha pubblici diversi
È sufficiente pensare che su Linkedin sono contemporaneamente presenti
- i tuoi dipendenti o collaboratori esterni
- giovani alla ricerca della prima opportunità di lavoro
- potenziali dipendenti alla ricerca di una nuova posizione lavorativa
- i buyer dei tuoi potenziali clienti
- i tuoi attuali clienti.
Puoi utilizzare la tua pagina Linkedin per comunicare con ognuno dei soggetti sopra elencati attraverso i dipendenti e collaboratori che vorranno essere ambasciatori della tua azienda nella comunicazione verso l’esterno e l’interno.
Spontaneità e credibilità dei dipendenti nell’Employer Branding
Realizzare una strategia di Employer Branding con Linkedin è possibile a patto che questa attività venga effettuata su base volontaria e con la maggior spontaneità possibile, ti ricordo a tal proposito che i profili social dei tuoi dipendenti sono personali.
É personale anche il profilo Linkedin, nonostante il dipendente inserisca il logo aziendale nel luogo di lavoro.
La strategia di Employer Branding con Linkedin si realizza sia attraverso la pagina aziendale sia attraverso i profili dei singoli dipendenti, collaboratori, sales e manager e presuppone il coinvolgimento, partecipazione e formazione all’utilizzo di Linkedin per tutti coloro i quali saranno ambasciatori della comunicazione della tua azienda sulla piattaforma.
Cosa non è Employer Branding con Linkedin
Molte aziende pensano che sia sufficiente all’Employer Branding pubblicare immagini dei dipendenti che partecipano felici ad aventi fieristici e aziendali, oppure chiedere ai dipendenti e collaboratori di condividere i post della pagina aziendale o ancora pubblicare direttamente dai loro profili contenuti che parlino dell’azienda.
Tutto ciò sarebbe troppo semplice, riduttivo e (permettimi di dire) banale.
Così come non basta chiedere la dipendente di allineare il suo profilo Linkedin alle Best Practice indicate dall’azienda.
Errori comuni nell’Employer Branding
Il primo step di un’attività di Employer Branding non è rappresentato dalla formazione dei dipendenti all’utilizzo di Linkedin, e neppure dal fornire ai dipendenti le linee guida per il profilo.
Il primo step è rappresentato da un’attività di analisi su più direzioni
- analisi dei Talent Competitor
- l’analisi della EVP (Employee Value Proposition) dell’azienda
- analisi del clima aziendale, meglio conosciuta con il termine di Indagine di Clima
Le attività di analisi aziendale interna per l’Employer Branding
Analisi dei Talent Competitor
Sono le aziende attrattive per il medesimo target di dipendenti.
Spesso non sono aziende competitor nel medesimo mercato ma semplicemente ricercano le medesime figure professionali da inserire nell’organico aziendale.
All’avvio di un’attività di Employer Branding occorre valutare le eventuali attività strategiche di Employer Branding poste in atto dai propri Talent Competitor, esattamente come si effettua in ogni attività di Marketing strategico.
La defizione di EVP Employee Value Proposition
Cito a questo proposito la definizione all’interno del testo “The War of Talent” – 2002
L’Employee Value Proposition è la somma complessiva di tutto ciò che le persone vivono e ricevono nell’abito del rapporto di lavoro con un’azienda: la soddisfazione intrinseca per il lavoro, l’ambiente, la leadership, i colleghi, la retribuzione e altro ancora.
É quello che fa l’azienda per soddisfare i bisogni, le aspettative e anche i sogni dei collaboratori
Prima di avviare la formazione dei dipendenti all’utilizzo di Linkedin in ottica Employer Branding, occorre attentamente valutare cosa l’azienda ha effettivamente il potenziale di comunicare attraverso la sua comunicazione diretta e attraverso la comunicazione dei propri dipendenti.
La relazione stretta tra l’Employee Value Proposition e il racconto dei dipendenti su Linkedin
Se i dipendenti non sono soddisfatti dell’ambiente di lavoro, della retribuzione, se l’azienda non è per loro un luogo in cui realizzare i propri sogni e ambizioni, cosa mai potranno raccontare nella loro comunicazione su Linkedin?
E ancor prima: come potranno avere il desiderio di raccontare la loro realtà aziendale su qualsiasi social, non solo su Linkedin.
L’Employer Branding su Linkedin è semplicemente lo specchio della realtà che il dipendente vive e percepisce in azienda
Indagine di clima
In ogni azienda è fondamentale effettuare periodicamente un’indagine del clima aziendale che permetta di valutare la salubrità dell’ambiente di lavoro e contemporaneamente evitare che situazioni problematiche possano degenerare creando conseguentemente problemi.
L’indagine di clima è una vera e propria fotografia della relazione dipendente e realtà lavorativa che richiede il coinvolgimento dei dipendenti stessi nel sentirsi pienamente parte dell’entità azienda.
Uno dei risultati dell’Employer Brand Research 2021, ricerca di Randstad che fotografa l’attrattività delle aziende per i potenziali dipendenti, valuta che i candidati alla ricerca di un posto di lavoro ritiene l’atmosfera positiva in ufficio al secondo posto tra gli elementi più apprezzati e ricercati.
Employer Branding con Linkedin tramite il profilo dei dipendenti
Innanzi tutto occorre ricordare che i profili personali dei dipendenti sono il veicolo primario di divulgazione dei contenuti della pagina Linkedin della tua azienda.
Alla luce di ciò è fondamentale formare correttamente dipendenti e collaboratori che intendi coinvolgere nel tuo progetto di Employer Branding con Linkedin e otterrai risultati anche migliori nel caso in cui siano i dipendenti stessi che intendono partecipare al tuo progetto ad offrirsi spontaneamente e volontariamente dopo che li avrai resi consapevoli dei vantaggi win-win che tale progetto porta a loro e all’azienda.
Infatti potrebbe essere fastidioso per un dipendente sentirsi vincolato ad utilizzare Linkedin o qualsiasi altra piattaforma social e il risultato che otterresti non sarebbe certo conforme al tuo obiettivo di promuovere l’azienda come luogo di lavoro.
Formazione e allineamento profili
La formazione è fondamentale in quanto non sarebbe coerente né credibile promuovere l’azienda su Linkedin tramite i tuoi dipendenti nel caso in cui essi, per primi, non conoscano la piattaforma né le sue strategie e abbiano un profilo Linkedin incompleto e poco professionale.
Nel formare le persone, che in qualità di dipendenti sono i primi ambasciatori della tua azienda, ottieni di avere degli interlocutori preparati e consapevoli dei vantaggi che l’utilizzo professionale di Linkedin comporta per sè e per l’azienda e soprattutto consapevoli dei rischi che si corrono nello svolgere determinate attività in modo non corretto o non professionale.
Un dipendente o collaboratore adeguatamente formato all’utilizzo di Linkedin trasmetterà in primo luogo la propria professionalità attraverso la padronanza dello strumento e questo è già un primo risultato nella direzione dell’Employer Branding.
Una delle prime azioni da intraprendere è la formazione alla corretta compilazione del profilo personale di ogni ambassador aziendale.
Si parla in questo caso di “allineamento dei profili” in quanto si cerca il più possibile di renderli omogenei e uniformi tra loro, in tal modo si denoterà immediatamente l’appartenenza alla medesima azienda puntando contemporaneamente ad una compilazione conforme ai migliori standard professionali.
Foto profilo e sommario
Nel corso della formazione si evidenziano gli aspetti del profilo che sono costantemente in primo piano, ossia foto profilo e sommario.
Occorrerà puntare ad una foto profilo il più possibile adeguata ossia che rifletta sia il lato professionale che personale del dipendente e ideare un sommario che, pur con la medesima formattazione di base, contenga una nota personale che caratterizzi e differenzi ognuno.
Logo aziendale nell’attuale esperienza di lavoro
Verifica che i tuoi dipendenti coinvolti nel progetto effettivamente indichino la tua azienda nella loro attuale esperienza di lavoro attraverso la pagina aziendale su Linkedin e che nel loro profilo ne appaia il logo.
Inoltre può essere utile che il dipendente illustri, nella sezione dell’ attuale esperienza di lavoro, quale attività svolge e l’azienda cosa produce e a chi si rivolge.
Riepilogo
Non va tralasciata la compilazione del riepilogo in cui, con un massimo di 2.000 caratteri, è possibile spiegare il ruolo del dipendente in azienda raccontando la sua esperienza e percorso professionale e come ogni singolo dipendente sia importante nella crescita dell’azienda.
Corsi e aggiornamenti
La sezione del profilo relativa alla formazione va compilata inserendo non solo il titolo di studio ma anche eventuali corsi di formazione e aggiornamento, in particolar modo se frequentati durante la carriera del dipendente nella tua azienda.
Ciò trasmetterà a futuri dipendenti la disponibilità dell’azienda alla formazione e aggiornamento dei propri collaboratori e dipendenti, in un’ottica di Employer Branding è importante attrarre nuovi dipendenti dimostrando l’attenzione dell’azienda alla formazione, aggiornamento e crescita professionale.
Pubblicazione di contenuti – Employee advocacy
Formare i dipendenti significa lasciare che dai loro profili pubblichino contenuti liberamente ma anche consapevolmente.
Chi meglio di un dipendente può raccontare l’azienda, manifestare il proprio senso di appartenenza, la propria soddisfazione professionale?
Lo strumento dell’Employer Branding maggiormente utilizzato è in questo caso l’Employee Advocacy: i dipendenti concorrono al miglioramento del brand raccontando in prima persona il proprio lavoro oppure il prodotto, diventano i migliori ambassador per l’azienda stessa grazie alla pubblicazione di contenuti direttamente dal loro profilo Linkedin.
Quale miglior riprova social se non quella che arriva da chi l’azienda la vive ogni giorno come luogo di lavoro?
Employer Branding con Linkedin attraverso la pagina aziendale
La pagina su Linkedin rappresenta l’identità aziendale, il modo in cui comunica e quindi
- il tono di voce,
- la formattazione dei post,
- la tipologia dei post,
- i contenuti / argomenti trattati
non possono essere lasciati al caso né all’improvvisazione del momento.
La pagina è un ottimo strumento di marketing ma su Linkedin ogni utente mostra il proprio lato lavorativo e professionale, ciò permette quindi di utilizzare la pagina per l’Employer Branding trattando temi di interesse per un pubblico che guarda alla tua azienda come luogo di lavoro.
Ciò aiuterà certamente il tuo comparto Risorse Umane
- riducendo tempi e costi di ricerca e selezione di personale,
- attraendo nuovi potenziali dipendenti e
- invogliandoli ad auto-candidarsi attraverso l’invio in azienda del loro curriculum.
Tanto corretta sarà la tua strategia di attraction maggiore sarà il numero di candidature spontanee di talenti interessati.
Employer Branding tra vantaggi e argomenti da divulgare
Contemporaneamente l’Employer Branding aiuterà a creare e aumentare il senso di appartenenza nei tuoi attuali dipendenti migliorando la retention ossia di mantenimento della tua forza lavoro e di riflesso abbasserà il tasso di abbandono.
Secondo una ricerca del Boston Consulting Group, un Employer Branding forte può ridurre del 50% i costi di assunzione e del 28% il tasso di turn-over interno dei dipendenti.
Ho già detto di non ridurre tale attività di comunicazione alle sole fotografie dei dipendenti felici durante un evento, quindi cosa puoi fare in pratica?
Occorrerà inserire nel piano editoriale contenuti che raccontino l’azienda come luogo di lavoro, ossia
- come lavorano le persone nella tua azienda,
- quali gli orari, la flessibilità,
- le iniziative rivolte al welfare,
- i momenti di aggregazione organizzati dall’azienda al di fuori dell’orario di lavoro,
- fotografie dei dipendenti che sono in azienda da più anni, con il racconto della loro carriera,
- fotografie dei neo-assunti, stagisti o giovani laureati, soprattutto se si tratta di talenti universitari che hanno scelto la tua azienda per avviare la loro carriera,
- immagini degli ambienti, uffici e stabilimenti raccontando il lavoro che svolgono le persone ritratte e qual è il vantaggio di svolgere la propria attività nella tua azienda rispetto ad altre,
- video, infografiche o articoli che raccontino la crescita numerica dei tuoi dipendenti ed eventualmente l’espansione aziendale sul territorio, cambi o ampliamenti delle sedi,
- contenuti pubblicati da altri, ad esempio da riviste online, psicologi del lavoro o filosofi che parlino del mondo del lavoro secondo le idee che la tua azienda condivide e vuole contribuire a divulgare.
L’azienda online e offline
È superfluo dire che un’azienda può creare o rafforzare la propria immagine come luogo di lavoro ottimale attraverso Linkedin, ma occorre che innanzi tutto offline ce ne siano i presupposti.
Coinvolgere i dipendenti e collaboratori in un progetto di Employer Branding è possibile su base volontaria ma occorre che le persone abbiano un senso di appartenenza e la volontà di diffondere attraverso Linkedin il piacere di lavorare nella tua azienda.
Sembra scontato?
L’Employer Branding funziona davvero quando i dipendenti coinvolti manifestano online ciò che provano offline.
I dipendenti, una volta formati e ottimizzato il loro profilo dovranno
- conoscere il modo corretto di interagire con la pagina Linkedin aziendale
- essere in grado di creare contenuti propri e pubblicarli dai loro profili
- saper svolgere attività di content curation
- e quindi conoscere, in generale, il modo corretto di svolgere un’attività di UGC (User Generated Content) che permetta di percepire l’azienda come ottimo luogo di lavoro in cui svolgono la loro attività persone competenti che raccontano con professionalità la loro azienda ma anche il settore d’appartenenza.
Best practice
È opportuno e consigliabile che la tua azienda crei un documento condiviso con tutti i dipendenti relativo alle best practice, con una serie di consigli sul modo migliore di utilizzare Linkedin.
Non devi assolutamente dare per scontato che tutti conoscano l’utilizzo di Linkedin e anche dopo la formazione aziendale dei dipendenti è opportuno che un documento spieghi e riepiloghi dettagliatamente
- cosa fare e cosa non fare nella compilazione del profilo Linkedin,
- come e in quali casi interagire con la pagina aziendale,
- il comportamento che si consiglia di tenere con altri utenti
- come creare un buon network
- gli hashtag scelti che l’azienda invita ad utilizzare e seguire
Il documento delle Best Practice è un vero e proprio riepilogo di ciò che l’azienda intende come utilizzo ottimale di Linkedin.
Social Media Policy
Di ben altro peso e valore per l’azienda è la Social Media Policy e nello specifico una sezione relativa al nostro social denominata appunto Linkedin Policy.
Si tratta in questo caso di un regolamento aziendale interno, un vero e proprio contratto che ha lo scopo di evitare che la comunicazione online danneggi il brand aziendale.
La Social Media Policy serve per
- tutelare la reputazione online di un brand
- regolamentare le conversazioni e interazioni sui social
- definire le modalità di interazione con la community che gravita intorno all’azienda online
In quanto “contratto” la Social Media Policy va redatta da un legale specializzato in tematiche digitali e del web, a seguito di attento confronto con i comparti Marketing, Comunicazione, HR e i legali interni all’azienda.
La formazione dei dipendenti, dei manager, dei sales ma anche di eventuali collaboratori esterni che operano nella tua azienda con continuità è fondamentale all’interno di una strategia di Employer Branding con Linkedin che si riveli veramente utile e di successo.
Chi è adeguato formato comprende che la Social Media Policy è una necessità per l’azienda e non un limite per i dipendenti, in quanto tale la accoglie certamente di buon grado.
Il miglio modo per coinvolgere i dipendenti su Linkedin è informarli e formarli già in fase di onboarding.
Il mio ruolo di trainer per una strategia di Employer Branding
Ho elencato alcune delle tematiche principali relative all’Employer Branding, ma penso che siano già sufficienti a comprendere quanto sia fondamentale formare manager, sales, dipendenti e collaboratori che lavorano per la tua azienda con continuità.
Su Linkedin il fai-da-te non funziona e a maggior ragione non si può lasciare alla discrezione e alle iniziative dei singoli un tema così importante come l’Employer Branding laddove tu abbia compreso che sia ormai un vero proprio ramo del Marketing e che è necessario gestirlo all’interno di una più ampia strategia di comunicazione aziendale.
Il mio ruolo di trainer serve a trasmettere la corretta strategia e le attività da svolgere insieme ai tuoi dipendenti con la collaborazione dei comparti HR, Marketing e Comunicazione della tua azienda.
È fondamentale che il trainer conosca profondamente le dinamiche aziendali interne che mediamente si creano quanto si propone l’utilizzo di Linkedin ai propri dipendenti e collaboratori per poter coinvolgere, motivare e invogliare all’utilizzo della piattaforma anche chi appare scettico e restio.
Contattami
Se sei il titolare di un’azienda, oppure il responsabile risorse umane o il responsabile marketing o della comunicazione aziendale e vorresti approfondire l’utilizzo di Linkedin come strumento di Employer Branding CONTATTAMI possiamo pianificare una formazione ad hoc oppure posso indicarti le date e le città per la formazione in aula più adeguata alle tue esigenze.

